Domenica 28 novembre – Sabato 18 dicembre 2010
!RETE
installazione di Giuseppe Piscopo
Biblioteca ed Emeroteca Comunale di San Giorgio a Cremano
(Villa Bruno)

Lo spazio di una biblioteca, circondato dai volumi, pareti di libri.
Questo lo scenario. Mettersi al centro di questo spazio e meditare nel silenzio sulla propria condizione di “essere pensante”. Alzare gli occhi al soffitto e vedersi calare sopra la testa una rete, una rete da pesca.
Metafora della conoscenza e della comunicazione.
Dall'universo della mente (rete nervosa) a quello della società (reti sociali).
La rete rappresenta da un lato lo strumento di controllo delle gerarchie istituzionali che raccolgono ed ordinano nelle proprie maglie gli individui. Dall’altro gli individui stessi, che cercano, non tutti, di uscire dalle sue trame, per staccarsi da tutti i condizionamenti sociali.
La rete è strumento indispensabile di pesca mediatica. Quella telematica distribuisce le informazioni che possono contenere a seconda delle ideologie, “l’inganno e il disinganno”.
Cadere nella rete, negli imbrogli, nelle insidie, negli inganni in cui giornalmente ci ritroviamo coinvolti.
L’artista/pescatore è consapevole che non possiederà mai la fonte del suo lavoro creativo, il mare. Nella sua rete finirà di tutto, sta a lui dividere e fare le sue scelte.
Cosi alla fine tutti potranno ammirare la più bella pescata artistica della sua storia.
Giuseppe Piscopo è nato a Napoli, dove vive e lavora. Si è diplomato all’Istituto d’arte Filippo Palizzi. Dal 2006 lavora con la carta e con il cartone, espone dal 1982 in personali e collettive.
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Sabato 8 Gennaio - Sabato 15 Gennaio
Biblioteca ed Emeroteca Comunale di San Giorgio a Cremano
Villa Bruno - Via Cavalli di Bronzo, 22
L’UOMO, IL TEMPO, LA NATURA
Mostra di Foto di Luigi M. Verde

L'attimo fuggente di una fotografia è per me continuo ritrovarsi in un tempo interiore, fissato in un punto invisibile della coscienza, dove non esiste successione di spazi o eventi ma pura convivenza, sovrapposizione. L'obiettivo cattura così una luce che proviene dai sentieri della mente, un bagliore a volte affievolito, quasi irriconoscibile. David Hume sosteneva che la memoria è simile ad una molla che continua a vibrare sulla spinta del primo impulso: le immagini acquistano dunque il significato di un riverbero, legato a quella vibrazione iniziale, prima che l'oscurità cerchi di chiudere il sipario dei ricordi. Come in un gioco le cui regole sono prive di limiti, inizio a riempire mondi di carta con cieli improbabili, figure marine, strati di ombre, di luoghi e di equivoci. La memoria ritorna allora ad assumere la geometria di quel cono rovesciato caro a Bergson, si fa accumulo, durata, nuovo reale, i ricordi si depositano l'uno sull'altro, fino al limite ottico di una figura totalmente buia. Edmund Husserl, per poter ammettere oggetti inesistenti, elaborò una teoria della conoscenza per superare il paradosso secondo cui ogni atto mentale è presentazione di un oggetto: la fotografia è allora la visione di un oggetto senza più alcun referente da rappresentare essendo dotata di una sorta di contenuto interno, di "atto mentale". Si approda così in un diverso livello di realtà attraverso l'accostamento minuzioso di frammenti di tempo, di inesattezze, vuoti, di elementi incompleti e spazi sordi consegnati all'oblio. Una realtà dove uomo, tempo e natura sono confusi lungo un sentiero di contrappunti, lacerazioni, dialoghi, fratture, coesistenze, dove il sentire si sostituisce al vedere.
Luigi M. Verde dimora nella piacevole quiete delle colline reggiane. Interessato ai rapporti tra arte e scienza, conduce una personale ricerca sulle relazioni tra segno fotografico e linguaggio. Ha iniziato a stampare fotografie in bianco/nero durante il periodo di studi in fisica.
Attualmente si occupa di consulenza software come libero professionista. Ha collaborato per diverse attività culturali in Italia e all'estero.
Alcune sue opere sono state esposte presso: il Complesso Basilicale di Cimitile (Na), il Consolato d'Italia a Dortmund, la Städtische Galerie "sohle 1" di Bergkamen, la Società Cicero Deutsch-Italienische Gesellschaft di Schwerin. E' raggiungibile al blog: http://ideografie.blogspot.com
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